Sabato pomeriggio. Una splendida giornata di maggio. Livorno, a due passi dal mare. C’è area di ozio, quasi di vacanza. Ma non per i dieci uomini che si sono iscritti al seminario “Allattamento materno, il valore dell’esperienza” proposto dall’associazione Le Dieci Lune nell’ambito del progetto AMP.
A dire la verità qualche defezione c’è stata. Qualcuno, essendo milanista, è andato a fare il tifo per la sua squadra. Qualcuno ha avuto un improvviso impegno di lavoro, qualcun altro un figliolo malato.
Puntuali, considerando il quarto d’ora accademico, si sono presentati in sette, per esprimere il loro punto di vista maschile sull’esperienza dell’allattamento.
Noi organizzatori, anzi organizzatrici, eravamo felicissime. Ci eravamo raccomandate, avevamo motivato, ma fino alla fine avevamo temuto: Verranno? Parteciperanno? Diranno? Avevamo apparecchiato un bel tavolone lungo con sette postazioni di lavoro. Per ognuno un foglio bianco, tre barattolini di vetro con l’acqua, un piattino con il colore blu, uno con il giallo e uno con il rosso. Un bel pennello largo, uno straccetto per pulirlo. Per terra avevamo preparato dei materassini in cerchio, per il giro iniziale di presentazioni e quello finale, della conclusione. In un’altra stanza avevamo apparecchiato un tavolo con la merenda: salamino piccante, tarallucci, vino rosso, formaggio, dolcetti.
Un po’ di imbarazzo iniziale e poi siamo partiti. Ognuno ha detto la sua. Chi era entusiasta dell’esperienza dell’allattamento fin quasi ad essere dispiaciuto di non poterla fare in prima persona. Chi delegava mestruazioni, gravidanza, parto e allattamento alle donne, senza sentirsene minimamente attratto. Chi sentiva di dover proteggere la compagna e il figlio dall’esterno, dall’ignoranza, dai luoghi comuni. Qualcuno era felice di essesi informato, d’aver letto, partecipato ai corsi, di essersi preparato prima. Per qualcuno l’inizio è stato difficile, per altri molto fluido e naturale. Tutti d’accordo sul fatto che inizialmente la Puppa è insostituibile ed è più difficile trovare il proprio ruolo di padri. Però molto presto e naturalmente la relazione col figlio nasce e cresce e il seno può essere sostituito più facilmente dalle tante cose che i padri hanno da offrire ai loro bambini.
Carlotta, l’arte-terapeuta, fa vedere un’ immagine. È una Madonna col Bambino, un dipinto di Raffaello. La Madonna abbraccio il bambino, il bambino tiene una mano dentro il suo vestito, sul seno. C’è una grande intimità, circolarità. Lo sguardo indagatore di lei esprime soddisfazione, orgoglio. In quello del bambino si legge il suo bisogno di amore, di tenerezza. Poi c’è molto altro, ognuno vi troverà il suo.
La guardiamo, ce la possiamo di mano in mano. Poi Carlotta dice poche frasi. Parla dei colori. Del blu che esprime l’esterno, il guscio, la protezione. Del giallo solare, luminoso, vitale. Del rosso, cuore pulsante, sangue, vita.
Si mettono a lavoro. Il foglio bianco fa inizialmente paura, poi si rilassano. Piano piano si immergono nel lavoro. Sembrano concentrati, seri, contenti. Carlotta, ogni tanto dice qualcosa, dà qualche suggerimento. Io faccio le foto. Sotto i miei occhi i fogli bianchi si trasformano. Poi si trasformano ancora. Quando, dopo un’ora di lavoro, finiscono, a me sembrano bellissimi.
Ci rimettiamo tutti in cerchio. I lavori sono nel centro. Condividiamo l’esperienza. É difficile parlare di emozioni, è difficile dare parole ai vissuti. Soprattutto in così poco tempo. Tre ore in tutto.
Qualcuno si sente inadeguato. Come pittore? Come genitore?
Notiamo che tanti dipinti hanno la cornice blu. È il guscio di protezione che questi uomini hanno creato intorno alle loro donne e ai loro bambini? Un dipinto, addirittura ha tre cerchi. Ogni cerchio ha il blu all’esterno, poi il giallo e un bel rosso all’interno. Tre individui, tre vite, tutti nello stesso foglio.
Più andiamo avanti e più cose ci sarebbero da dire. E non c’è più tempo per scrivere. Strappo loro la promessa che a casa scriveranno e che ci manderanno le loro testimonianze. E che nel prossimo incontro le riprenderemo.
Ci rilassiamo. Io sono soddisfatta. Sono stati bravi. A venire, a mettersi in gioco, a voler condividere. A portare la loro esperienza. Il bicchiere di vino con la salsiccia piccante se la sono proprio guadagnata. E noi con loro.
Polina Zlotnik
Conduttrice dell’incontro insieme a Carlotta Pardini
Devo dire che è stata una bella esperienza l’incontro di sabato, mettere a confronto tanti punti di vista diversi ma accomunati da un filo comune, la coscienza che essere padri è un dono grandissimo da non sottovalutare mai. Sono rimasto piacevolmente stupito dall’esperienza della pittura, la ripeterei volentieri….mai avrei detto che sarebbe uscito quello che è uscito dai nostri pennelli. Grazie alle organizzatrici per la dedizione con cui hanno affrontato ques’esperienza, e ai loro sorrisi che hanno reso l’atmosfera piecevole e rilassata.
Ci vediamo a Giugno.