Coccole e carezze: il massaggio neonatale

Scritto da admin il 27 mag, 2011 in I corsi 2011, Massaggio Infantile, Per i neo genitori | 0 commenti

Un tocco di benessere e di amore tra mamma e neonato

L’associazione “Le Dieci Lune” da anni organizza il corso di Massaggio Neonatale rivolto alle mamme ed ai papà con neonate e neonati da 0 a 7-8 mesi. Il corso viene condotto da un’insegnante AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile) e nel tempo si è consolidato come un appuntamento importante ed  imprescindibile nel percorso “Divenire genitori”.


Ormai possiamo raccontare un’esperienza con più di 650 famiglie e possiamo dire che ogni volta la notizia del corso raccoglie una forte adesione da parte delle mamme. D’altronde il corso di massaggio è  una buona occasione da vivere con e per i loro bambini.  Vorremmo presentare il corso di massaggio aiutandoci con le testimonianze lasciate nel tempo dai partecipanti, perché le parole dei genitori sanno rispecchiare più di ogni altra cosa l’esperienza vissuta, le emozioni che generosamente ci regalano e rappresentano per noi un faro che ci guida e ci orienta nelle nostre attività.

Ma cosa significa massaggiare un bambino* piccolo?

Con il massaggio la mamma accarezza, manipola, coccola il suo bambino in un modo tutto speciale. Usando una tecnica fatta di gesti molto semplici e che tutti possono imparare, riesce a trasmettere delle piacevoli sensazioni di benessere e di rilassamento aiutando il suo piccolino ad affrontare i ritmi sonno-veglia, l’allattamento, i cambiamenti che i primi mesi di vita portano con sé. Il bambino risponde con piacere a questo dialogo affettivo fatto di mani, parole dolci, melodie di suoni, tenerezze, tocchi leggeri che piano piano diventano sempre più sapienti. Mette in atto tutte le sue capacità per farsi capire e per comunicare le proprie richieste e sensazioni. Sorride, fissa con gli occhi il volto della madre “agganciando” il suo sguardo e la sua attenzione. Si rende partecipe a quest’esperienza rilassandosi e facendosi massaggiare tutto il corpo. La madre sa quando il suo bambino è disponibile a questo stretto contatto o quando, invece, preferisce essere tenuto in braccio, dormire, puppare; oppure semplicemente riposare in un momento di “dolce far niente”. Si creano momenti di forte intesa che favoriscono il legame di attaccamento e la conoscenza reciproca.

Sembrerà una banalità, ma lo stile di vita attuale, che in buona parte ci imponiamo da soli, ci porta a vivere freneticamente anche la maternità. Già durante la gravidanza mio marito cercava di dare sollievo ai miei normali fasti- di alle gambe e alla schiena con dei massaggi da autodidatta; questo era anche un modo per prendere tempo soltanto per noi. Quando è nato Lorenzo istintivamente abbiamo subito iniziato a massaggiarlo, anzi a toccarlo, dunque siamo stati ben contenti di approfittare di questo corso per poter “maneggiare” il nostro bimbo con maggior cognizione di causa. Vorremmo quindi ringraziare l’associazione Le Dieci Lune e la Circoscrizione 5 del Comune di Pisa che ha permesso di realizzare tutto ciò. Chiara, Stefano e Lorenzo

* Per non appesantire la relazione ho usato la forma convenzionale del singolare maschile rivolgendomi al bambino, ben consapevole di questa limitatezza nel più ampio discorso del linguaggio di genere. Mi scuso con coloro che non condividono questa linea di scrittura

 

Lui ha appena finito la poppata, la sua bocca è ancora sporca di latte; mi viene voglia di leccarlo, per pulirlo, come la cagna con il suo cagnolino, la gatta con il suo gattino, la leonessa con il suo leoncino. Tiziana e Edoardo

I bambini sono semplici e sinceri. Non nascondono le proprie emozioni e i propri sentimenti. Prendiamone esempio! Elena e Giulia

Principalmente il bambino afferma le sue richieste con il pianto, ma non è sempre facile interpretarlo e capirne il significato. Ogni mamma ha bisogno di tempo e di esperienza per imparare a riconoscere le espressioni del suo bambino. Solo così potrà riuscire a trovare il modo migliore per aiutarlo nei suoi bisogni, imparando ad interpretare i segnali comunicativi. Ed in effetti, è quello che le mamme spesso dicono durante gli incontri. Si rendono conto che i bambini sono capaci di comunicare fin dalla nascita, ed anche prima nella vita prenatale, perché ogni loro comportamento, ogni loro gesto acquista un significato speciale che riescono a tradurre grazie all’intuito che le guida. Se il bambino è contento di essere massaggiato si dimostrerà attento alla proposta della mamma, senza mai perdere di vista il suo viso, sprofondato nei suoi occhi e sempre alla ricerca di un contatto con lei. Ma se in quel momento non si sentirà a suo agio, se sentirà di aver bisogno di qualcosa d’altro allora lo vedremo volgere lo sguardo altrove, agitare il corpo, cominciare a fare le smorfie… Ogni bambino ha modi personali di parlare un linguaggio senza parole ed è emozionante vedere come le madri si chinano su di loro, pongono delle domande, ascoltano i rimandi dei loro piccoli, disegnano una danza di espressioni molto specifiche e particolari per entrare in sintonia con il proprio bebè. Tutti i bambini sono disposti ad impegnarsi per trovarsi d’accordo con la mamma e durante il corso si può osservare come sono creativi ed intenzionali nel cercare di farsi capire.

E’ stata per me e la mia bambina un’esperienza veramente bella ed utile. I momenti che abbiamo passato assieme sono stati opportunità di confronto e scambio di esperienze con le altre mamme ma soprattutto di intimità e gioia con la mia bambina. Adesso pratico quotidianamente il massaggio alla mia bambina la quale sembra aspettare il momento del bagnetto (che ha capito essere seguito poi dal massaggio) per rilassarsi e farsi dopo una serena dormita! Questo momento ci lega e ci aiuta a scoprirci ogni giorno di più, ci diverte e rilassa e talvolta è stato utile per alleviare piccoli malesseri della piccola. Tania e Naita

Abbiamo frequentato il corso di massaggio per bambini in un ambiente per bambini. L’uno di fronte all’altro, i bambini ascoltano e si guardano attorno incontrando per la prima volta bambini come loro. Siamo stati bene, ci siamo rilassati con la musica soft e la Tata Tiziana e il suo modo dolce di spiegare le cose. Per questo la ringraziamo di averci regalato momenti per noi. Claudia e Lorenzo

Finalmente è iniziato un dialogo tra noi due, il dialogo dell’amore reciproco che parte dalle mie mani, attraversa il suo corpo e ritorna sotto forma di meravigliosi sorrisi. Rita

La mia mano sulla tua pelle, i miei occhi nei tuoi occhi, i sorrisi che si fondono. L’amore.

Cinzia e Simone

Quando al corso può venire anche il papà tutti sono più felici, perché è bello sentire il tatto delle sue mani che accarezzano, toccano, comunicano in un modo tutto diverso. Nella nostra cultura è la madre che, normalmente, si occupa della cura del bambino alla nascita, standogli vicina e rispondendo ai suoi bisogni, ma oggi ambedue i genitori reclamano la possibilità di partecipare ed essere pienamente coinvolti nella cura e nella crescita dei figli. Lo svolgimento del corso durante le feste natalizie ha reso possibile anche ai papà di partecipare al corso. La stanza si riempiva di tanti colori, suoni ed atteggiamenti diversi ed anche i bambini sembravano più felici e più disposti.

È stato per noi utile questo momento per rafforzare il rapporto tra madre-padre-figlio: emozioni e sensazioni che ci danno lezioni di vita, per creare un’intimità meravigliosa. Ketti Roberto e la piccola Sara

 

La donna mette al mondo da sola la propria creatura, si ritira sola con essa su di un altro piano dell’esistenza, dove c’è più silenzio e si può tenere senza paura una culla. E sola, in silenziosa umiltà, la nutre e la cresce (Boris-Pasternak) Franco, Grazia e Sara

Quando nasce un bambino la neo-mamma si può sentire sola ed anche un po’ confusa a occuparsi dei bisogni del suo piccolo. È un compito molto impegnativo, di grossa responsabilità, che coinvolge quasi totalmente. Ritrovarsi in uno spazio protetto, stimolante ed in compagnia di altre mamme fa sentire meno isolati, creando condizioni di grosso arricchimento, sostegno ed aiuto reciproco. In questo senso l’esperienza del corso di massaggio rappresenta un’occasione anche per incontrare altre mamme, fare nuove amicizie e condividere nel gruppo i dubbi e le domande legate ai temi dell’educazione, della cura, della vita familiare. Lo scambio dei saperi antichi e nuovi che le donne fanno circolare tra loro aiuta a ragionare intorno a questioni legate per esempio all’allattamento a richiesta o ad orario fisso, come iniziare il divezzamento, come e dove addormentare il piccolino, la presenza di fratelli o sorelle più grandi, il rientro al lavoro, l’iscrizione all’asilo nido, ecc. Ci si occupa anche d’informazione culturale, perché si parla dei bambini e delle conoscenze che abbiamo su di loro e sul mondo della prima infanzia. Certo non si può dedicare molto tempo a questi argo- menti, perché l’insegnamento del massaggio deve essere prioritario, ma sono uno stimolo per creare altre occasioni di approfondimento.

Un momento di ritrovo e di confronto per le mamme, un fermare il tempo per concentrarsi solo sui nostri piccoli e lasciarci alle spalle tutto il resto. Un piacevole tocco fisico per entrambi, mamma e bambino, un nuovo modo di coccolarlo e di coccolarci.
Laura Rizzi

Tutto questo è stato caldo come il sole, pieno di belle vibrazioni tra bimbi, mamme, Tiziana, nonne…ci portiamo a casa un bel pò di doni.

Stefania e Martina

Cosa significa frequentare un Corso di Massaggio Infantile? Il Corso è rivolto ai genitori con bambini molto piccoli (dalla nascita fino verso i 7 mesi), consiste in 4 incontri di un’ora ciascuno, a cadenza settimanale. Gli iscritti sono massimo otto.

Il massaggio si pratica con un tocco deciso delle mani, utilizzando oli naturali spremuti a freddo, come quello di mandorle, ben tollerato dalla pelle delicata del bambino. L’insegnante di massaggio usa una bambola per la dimostrazione della tecnica ripetendo più volte ogni movimento. I genitori si siedono insieme all’insegnante cercando la posizione più comoda e appoggiando il bambino sulle proprie ginocchia oppure sul tappetino morbido, utilizzando un cuscino o un asciugamano.

È importante che siano sempre rispettati i tempi e i ritmi del bambino per cui se ha fame è giusto attaccarlo al seno, se vuole dormire è giusto lasciarlo dormire. L’ambiente familiare sarà il luogo migliore per praticare il massaggio: va cercato il modo più adatto per farlo e il momento più piacevole: sul lettone, prima del bagnetto, durante il cambio, ecc.

Le mani che massaggiano devono essere ben calde e unte con l’olio, lo sguardo del genitore ricerca quello del bam- bino: questa è una condizione essenziale per fare fluire energia e amore.

Il massaggio è graduale: prima i piedi e le gambe, poi l’addome e il torace, le braccia e le mani, il viso, la schiena, gli esercizi braccia/gambe. All’inizio il massaggio avrà una durata breve, di 5/10 minuti, per non stancare troppo il neonato e sarà limitato ad alcune parti del suo corpo. Successivamente, in maniera graduale, il bambino si abituerà al massaggio, ne riconoscerà i benefici, e allora tutto il corpo potrà essere massaggiato, anche per 45 minuti fino a un’ora.

Il massaggio si può praticare con costanza quotidiana fin dai primi giorni di vita usando un tocco leggero e carezzevole prima, arrivando poi a una pressione percepibile dal bambino, né troppo leggera, né troppo forte. Ogni mamma o papà può trovare il tocco giusto.

Si possono usare delle musiche rilassanti per cercare una atmosfera ancora più piacevole. Il bambino si sentirà cullato anche dai suoni e la mamma e il papà potranno gustare con lui questi momenti privilegiati solo per loro. Importante è osservare il bambino, avere tutta l’attenzione per lui, per cogliere il momento giusto per cominciare, continuare, interrompere o variare il massaggio: ogni bambino ha ritmi e tempi diversi che vanno rispettati per assicurargli quel piacere e quel benessere che vogliamo raggiungere.

di Tiziana Fustini




Lascia un Commento