Prendere la medicina o curarsi

Scritto da admin il 17 apr, 2011 in Ce l'ho fatta, Piccole impronte | 1 commento

di Stefania Bottega

Ho 30 anni, sono sposata da due anni ed ho un posto di lavoro a tempo indeterminato (una vera fortuna al giorno d’oggi!). Sento che ci sono tutti gli ingredienti perché possa finalmente pensare ad un figlio nel mio futuro prossimo! Ne parlo con mio marito e siamo così entusiasti ed elettrizzati all’idea che pensiamo di festeggiare la decisione cenando e brindando in un ristorantino sperduto nella piana lucchese.

Se ripenso adesso a quel moto impulsivo mi viene da sorridere visto che da allora, per circa un anno ho tribolato per riattivare il mio corpo che sembrava caduto in un letargo preoccupante. Infatti quando ho interrotto l’uso della pillola anticon- cezionale, che prendevo ormai da più di 3 anni, il mio ciclo mestruale non ha voluto saperne di ripristinarsi ed ho iniziato a vedere scorrere i mesi senza l’appuntamento tipico delle donne! Inizialmente affrontavo i silenzi del mio corpo come normali pause di riassestamento necessarie a far riprendere tutte le funzioni fisiologiche e ormonali. Poi ho iniziato a preoccuparmi ed ho pensato di aver bisogno dell’aiuto del ginecologo, il quale ha indagato la funzio- nalità dei centri di avviamento del sistema ormonale con un test che prevedeva l’immissione di tali ormoni nel sangue e la registrazione dei cambiamenti indotti. Non avevo ancora ricevuto i risultati del test che il mio corpo, artificialmente riattivato, aveva accolto un piccolo embrione che purtroppo nel giro di un mese mi ha abbandonato. In quei giorni di confusione e delusione ho preso la decisione di non affidarmi più a cure farmacologiche e di provare altre vie. Improvvisamente mi sembrava che l’approccio della medicina tradizionale fosse parziale, troppo vincolato all’effetto della patologia e privo di una visione olistica del problema. Volevo concentrarmi su di me, sul mio corpo che ho sempre usato con grande fiducia ed energia ma che forse ancora non comprendevo a sufficienza.

Così insieme a Maria, la mia amica ostetrica, ho cercato di riattivare la mia energia interna, di sciogliere alcuni nodi che da troppo tempo mi trascinavo dietro e di ritornare in sin- tonia con gli elementi naturali. Sono stati momenti forti in cui il mio essere ha avuto uno scossone dal torpore in cui inavvertitamente era caduto.

Però i mesi passavano ed ancora le mestruazioni non comparivano. Perciò ho continuato la mia ricerca aperta alle novità e recettiva agli impulsi che casualmente mi arrivavano dall’esterno. In quest’ottica ho iniziato ad assumere la Rhodiola rosea, un prodotto erboristico che la mia collega di lavoro prendeva per cercare di ridurre la sua fame eterna e che risultò essere, secondo delle informazioni che avevamo trovato su internet, un efficace adattogeno* utile in casi di amenorrea.

Ed infine decisi di iniziare delle sedute di massaggio dalla mia estetista specializzata in riflessologia. Da lei mi lasciavo coccolare per un paio di ore la settimana, facendomi stimolare le zone dei piedi corrispondenti agli organi genitali. Dopo alcune sedute tornai da lei raggiante perché le mestruazioni erano ricomparse. Non so dire cosa di quello che feci allora mi ha aiutato di più, non so neppure se in realtà il mio ciclo si sarebbe ripristinato senza nessuno di quegli aiuti che mi concessi, so però che fu un periodo in cui pensai molto a me e a come riportare armonia tra la mia mente ed il mio corpo. E soprattutto concessi al mio corpo tutto il tempo che voleva per raggiungere ciò che con la testa desideravo profondamente e sognavo costantemente.

Il mese dopo la comparsa delle mestruazioni ero in attesa del mio primo figlio.

*sostanza che aiuta l’organismo ad adattarsi nel caso in cui sia sottoposto a degli stress

 

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